Studio Wullschleger, la storia del Ticino da 122 anni

Paolo Wullschleger racconta quali siano i segreti del successo della sua azienda, una realtà che guarda al futuro senza mai perder di vista il passato.

Paolo Wullschleger, titolare e direttore della fiduciaria immobiliare Studio Wullschleger.

Ci racconti qualcosa sulle realtà che rappresenti? Si tratta di una storia del 1900 …se non sbaglio. | Partiamo dalle origini che sono effettivamente molto lontane. Studio Wullschleger fa parte di Wullschleger Group SA, una società fondata da mio bisnonno nel 1900, nel settore del commercio di materiale edile principalmente tra la Svizzera tedesca e Genova. Negli anni a seguire si svilupparono diverse attività ma sempre legate all’edilizia e alla produzione di materiali edili: cave, fornaci, centrali di calcestruzzo e produzione di articoli in cemento, officine meccaniche. Più in là con il tempo, nacque anche l’attività immobiliare di cui attualmente e principalmente si occupa Studio Wullschleger.

Cosa fa di preciso Studio Wullschleger? Di cosa vi occupate tu e il tuo team e com’è formato questo team? | Studio Wullschleger conta oggi dieci collaboratori e ci occupiamo di promozione e sviluppo immobiliare. Individuiamo terreni, sviluppiamo, coordiniamo e poi mettiamo sul mercato solitamente stabili a reddito. Ultimamente siamo orientati principalmente verso costruzioni in legno di stabili residenziali. Si tratta di una nicchia particolare che punta sull’ecologia e sulla sostenibilità. Accanto a questo svolgiamo la classica attività di promozione e intermediazione immobiliare per terzi.

I più stretti collaboratori di Paolo Wullschleger: in piedi da sinistra, Paola Caccia,
Alessandro Romanelli, Alessandro Casati, Paolo Cassina.

Quindi lo studio che tu rappresenti ha da un lato un’anima di sviluppatore immobiliare e dall’altra quella di intermediazione anche per conto terzi. Sempre restando nel presente, come state vivendo la situazione particolare in cui ci troviamo? | Il presente non è facile e si fatica a capire la direzione futura del mercato. Da un lato si pensa che le persone possano cercare delle abitazioni più confortevoli, visto il telelavoro e la presenza sempre più importante in casa, dall’altra parte c’è una pressione importante sui prezzi data dalla crisi economica in corso. Bisogna capire l’effetto senza dimenticare che tante aziende e ristoranti chiuderanno o verranno ridimensionati. Da un lato siamo quindi concentrati a lavorare per creare unità abitative che offrano sempre maggiori comfort e servizi, ma dall’altro andiamo incontro a persone che avranno sempre meno disponibilità. Questo è un po’ il paradigma del momento… di non facile soluzione.

Come affrontate questa situazione? Volete dare qualche consiglio, avete una ricetta segreta? | La ricetta segreta è semplicemente proporre qualità a un prezzo interessante, il che significa comprimere i costi ovunque, in ogni più piccolo dettaglio. Creare abitazioni nuove, con tutti i servizi ma con prezzi concorrenziali. Una bella sfida.

Una sfida importante che tutti dobbiamo affrontare. Se dovessi chiederti quali sono i valori che rappresentano la tua realtà, ci sono delle parole particolari che la rappresentano? | Il nostro motto è innovare nella tradizione. Si tratta di una visione a lungo termine e significa in parole semplici fare piccoli passi migliorativi sempre ricordando le nostre radici e gli aspetti che funzionano bene nella nostra economia. È questo che ci ha portato 122 anni di storia.

Vedo che hai un orologio sportivo. Che sport fai e quanto è importante per te lo sport? Ci sono valori sportivi che applichi anche in azienda? | Pratico la corsa in montagna, ultratrail e sci alpinismo. Assolutamente sì perché si tratta di valori personali, come il fatto di non mollare mai. Sono abituato a non fermarmi davanti agli ostacoli e durante lo sviluppo di un’azienda ci sono spesso impedimenti e momenti scoraggianti, ma bisogna andare avanti e continuare a trovare soluzioni adattandosi, senza dimenticare le nostre risorse infinite. Questo lo si capisce molto bene facendo sport estremi e di endurance: si dice, tra gli ultrarunner, che quando si inizia a percepire i primi segnali di cedimento (dopo per esempio 30 km di corsa), e si pensa di non poter più andare avanti, è ancora possibile percorre 5 volte la distanza appena percorsa.

Cos’è quell’elemento che ti permette di fare 5 volte tanto? | Sono la testa e la capacità del corpo a trovare soluzioni. Abbiamo delle risorse che conosciamo solo parzialmente.

Quale è la distanza più lunga che hai percorso in gara ? | 140 chilomeri di corsa in montagna, pari a 24 ore consecutive.

Un esempio di resilienza e di capacità di affrontare le difficoltà. Cosa si prova quando si arriva al traguardo? | È come nella vita. È la stessa cosa. Al traguardo ci sono delle emozioni fortissime che riaffiorano per mesi, date soprattutto dalla soddisfazione di aver superato il proprio limite presunto. Tale soddisfazione rimane e genera energia per l’attività quotidiana.

È più importante arrivare alla fine o si apprezza di più il percorso fatto? | Chiaramente tutto il percorso è intenso, ma arrivare al traguardo è come mettere la ciliegina sulla torta. Ci si rilassa e non si vuole più soffrire. Poi però si riparte subito con un nuovo capitolo, un nuovo obiettivo…

Studio Wullschleger
Via Trevano 85
6900 Lugano
+41 91 924 01 09
info@studiowull.ch
www.studiowull.ch

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