L’associazione che dà «un calcio» alla disabilità

Intervista a Boris Angelucci, responsabile Sport e Inclusione Associazione Avventuno e direttore responsabile della neo costituita Associazione Camaleonti.

I Camaleonti con Sannitz e Fazzini, giocatori HC Lugano.

Un progetto ambizioso che ha riscosso molto successo. Di cosa si tratta? | La nostra associazione permette a giovani con disabilità, di imparare a giocare a calcio all’interno di una squadra. Un progetto nato nel giugno del 2019, quando mi è stato chiesto di formare una nostra squadra per un torneo internazionale l’HELVETIA CUP, organizzato da Football is More a Lugano. Si trattava di alcune competizioni nelle quali le squadre erano composte sia da persone tipiche che da persone con disabilità. Il progetto è stato considerato, fin da subito, super ambizioso: io ho dato la mia disponibilità per questi quattro giorni di torneo. Terminata la competizione ho notato subito, da parte dei ragazzi, grande entusiasmo ma anche tristezza per quell’avventura conclusa. Ho deciso, così, di portare avanti il progetto. All’inizio, gli incontri avvenivano ogni quindici giorni, nel rispetto delle loro attività, ma ho da subito riscontrato la volontà che gli incontri fossero più ravvicinati. Visto il successo e il grande passaparola, c’è stato chiesto di occuparci dei ragazzi più piccoli, quindi sotto i 16 anni, e di organizzare la stessa cosa anche con loro. Siamo tuttavia convinti che il ragazzino più piccolo con disabilità, possa essere integrato e incluso a 360°, con una formazione introduttiva, in una squadra di paese, composta da persone normodotate: tale opportunità sarebbe di beneficio anche per i giocatori tipici, perché da questa esperienza imparano cose che a volte, non conoscendole, possono anche spaventare.

La vostra mission? | Inizialmente, creare un gruppo forte, con uno scheletro della squadra composta da dodici giocatori. Il risultato è che oggi abbiamo 22 di giocatori con differenti disabilità, 7 monitori e una massaggiatrice con sindrome di Down che si rende disponibile anche per gli avversari. Giochiamo all’interno di un circuito internazionale dove ci confrontiamo con squadre come Benfica, Chelsea, Bayern Monaco, Liverpool, e che ascoltano anche la nostra voce con “Football is moore”. Oltre al calcio, abbiamo pensato di valorizzare anche una formazione a livello scolastico. Come tante associazioni, ci presentiamo alle scuole elementari, alle medie e, in generale, ovunque si interessino a noi. Dopo le scuole, ci siamo spostati verso le realtà aziendali che vogliono sposare il “messaggio” nella propria realtà, tra i dipendenti: permettiamo loro di seguire un nostro allenamento e di interagire con i ragazzi. Si crea una complicità incredibile e questo tipo di relazione fa scattare dinamiche molto coinvolgenti. Proponiamo tali esperienze per spiegare quanto sia importante adattarsi a chi si ha di fianco. È la nostra Mission.

Ci sono dei progetti in via di sviluppo? | Stiamo collaborando con il circuito internazionale e stiamo sviluppando un percorso formativo dedicato a chi voglia avvicinarsi a un mondo per certi versi poco conosciuto. Ci stiamo organizzando per realizzare dei progetti dedicati alla terza età. Il nostro obiettivo, per gli over 70, è di portarli sul campo da gioco e farli passeggiare con noi, unendo l’utile al dilettevole. Per promuovere i progetti, collaboriamo con Associazione Avventuno, associazione che si prefigge di dare supporto alle famiglie che hanno all’interno persone con sindrome di Down. Offrono formazione, assistenza e attività sportiva.

Perché questo nome: “Camaleonti”? | Nasce da una chiacchierata. Volevamo un nome che non richiamasse il concetto di “bisogni speciali”: sta a noi adattare le attenzioni nei loro confronti. Ci siamo chiesti: “Cosa facciamo noi per loro?”. Ci siamo risposti che non si fa altro che adattare i nostri interventi in funzione delle persone che ci troviamo di fronte. In questo senso, ci “trasformiamo” di volta in volta. I ragazzi hanno sposato e compreso il nome fin da subito. Allo stesso modo i nostri giocatori si “camaleontizzano” a seconda dell’attività o dell’avversario che incontrano dimostrando grande flessibilità.

Come avete affrontato il periodo del Covid? | Siamo stati molto fortunati ad aver avuto un grande riscontro pre-covid, quando, per fare un esempio, il Chelsea ci ha invitato a disputare una partita. Purtroppo, a causa della pandemia, è tutto rimandato! Il Covid ha rattristato tutti, per questo ci siamo inventati delle attività che permettessero di lavorare in maniera individuale, attraverso delle challenge nelle quali i giocatori palleggiavano con vari oggetti, ad esempio un rotolo di carta igienica, e abbiamo prima creato e poi caricato i video. In questo scenario, abbiamo vissuto anche bellissime esperienze, come quelle dello scorso settembre, quando abbiamo avuto la fortuna di recarci a Brunnen, con una dozzina di ragazzi, a fare un camp internazionale. Il risultato: sei giorni dove siamo stati trattati come se fossimo stati giocatori professionisti, pranzo e alimentazione super, tempo libero con piscine e bowling in un contesto da favola. I ragazzi sono stati incredibili: si sono aiutati, hanno collaborato, ci hanno dato una grande mano. Siamo riusciti a creare una bellissima famiglia e di questo siamo orgogliosi. È un grande successo in un anno molto difficile.

Abbiamo parlato del passato e del presente. Come vedete il futuro? | Dovremo rispondere a tre inviti da Londra, Genova e dalla Germania. Il futuro prevede incontri molto interessanti per uno sviluppo del progetto secondo cui il calcio sarà solo una parentesi. Siamo stati contattati anche da alcuni direttori d’orchestra, che vorrebbero unire gli aspetti calcistici a quelli musicali. Si aprono scenari meravigliosi che vorrei percorrere con la città di Lugano e con diversi sponsor che non ci hanno mai abbandonati. Posso dire di essere un uomo fortunato: ricevo di più di quello che dono. I miei giocatori sono persone con caratteristiche uniche: posso affermare senza nessuna ombra di dubbio che, ormai, sono parte integrante della mia famiglia.

I CAMALEONTI
Via Marter 7, 6948 Porza
Tel. +41 79 404 96 75
borisangelucci@gmail.com
www.camaleonti.ch

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